Gloria BovaGloBoArt (Gloria Bova), artista e professionista napoletana che da venti anni vive e lavora a Milano, torna all’arte dopo una lunga pausa con la personale “OPEN YOUR MIND – Bellezza nascosta” presso la WHITE Art Gallery di Merano, dal 18 dicembre 2010 al 15 gennaio 2011. L’interesse per la fotografia nasce negli anni ’70 e si sviluppa fino all’inizio degli anni ’80 quando stampava le proprie foto in B/N e poi le dipingeva con pastelli e acquerelli. Personaggio eclettico, raccoglie esperienze in vari campi artistici, dalla grafica alla danza, dal teatro alla musica, percorrendo parallelamente gli studi in medicina e successivamente in psicologia e in psicoterapia. Nella professione, come nella espressione artistica, riesce a coniugare efficacemente arte e scienza. Interessanti i suoi lavori di ricerca sulla sinestesia e la comunicazione verbo-visiva.

Lo sguardo neutro della psicoterapeuta passa all’arte e propone opere non come proiezioni del mondo interno dell’artista, ma della verità profonda della realtà che ci circonda. Per questo si definisce una fotoreporter della bellezza nascosta. L’eclettismo si fa sentire anche nella varietà della sua produzione fotografica con la quale cerca di evidenziare infatti che bellezza e vitalità sono presenti in ogni cosa, mostrandoci ciò che troppo spesso rimane nascosto ai nostri occhi.

Nella serie “FotoDipinti”, la ricerca fotografica dell’artista mira all’idea di “dipingere” con la macchina fotografica, di cercare nella realtà delle cose più banali i colori e le forme che più assomigliano alle pennellate o agli spruzzi dell’aerografo. Le immagini proposte non sono artefatti digitali, non vengono utilizzati filtri né l’utilizzo di un set: è solo attraverso il gioco della sfocatura e dell’ingrandimento che l’oggetto perde la sua identità oggettuale e mostra le sua bellezza nascosta, generando una insospettabile composizione di forme e colori.

Le immagini della serie “Over the table” (FotoQuadri) si diversificano dai soggetti della serie “FotoDipinti” per i bordi e le linee più definite. Sono giochi compositivi di forme nette e colori a creare la trama dell’opera. Anche in questi scatti il soggetto ritratto perde la sua identità oggettuale, ma conserva alcuni caratteri formali che ne rendono possibile il suo riconoscimento. E tutto accade nella frenesia delle pause pranzo, sopra i tavolini del solito bar nel centro di Milano.

GloBoArt con i suoi scatti riesce a fermare il tempo e trasforma ciò che agli occhi di tutti è semplice quotidianità in immagini di fine art.

Interview – 20/11/2010